ADDIO Province. Ma forse no. Il governo Monti le smantella col decreto Salva-Italia, in Parlamento si lavora per tenerle in qualche modo in vita. E intanto, in primavera, per le prime otto in scadenza anziché il voto arriva il commissario prefettizio, tra proteste e ricorsi alla Consulta.
Sugli enti intermedi è il caos. Normativo, organizzativo, finanziario. Non a caso il presidente della Repubblica Napolitano ha intimato l'aut-aut: "Occorre fare un punto e scegliere una strada e risolvere il problema con razionalità".
In commissione Affari istituzionali di Montecitorio si discute da settimane, ancora senza una soluzione, e Pd e Pdl concordano sulla necessità di una nuova disciplina che non preveda però la loro cancellazione. Il governo cerca di dare una scossa.
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E difende il governo di Mario Monti. "Sarebbe irresponsabile farlo cadere". Lo ha detto nel corso della presentazione del libro di Antonio Razzi, ex Idv passato a sostenere l'esecutivo del Cavaliere nell'ormai lontano voto di fiducia del 14 dicembre 2010. Ed ha aggiunto: "Spero molti abbiano riconosciuto il senso di responsabilità e anche l'eleganza con cui abbiamo consentito di farci da parte per consentire la nascita di questo governo tecnico, che sosteniamo, ancora con responsabilità".
Ha proposto un patteggiamento a poco più di un anno di pena Luigi Lusi, il senatore del Pd indagato per appropriazione indebita aggravata dalla Procura di Roma, in relazione a tredici milioni di euro spariti dal conto della Margherita tra gennaio 2008 e agosto 2011.
Sulla riforma del mercato del lavoro ha detto che «serve un contratto che evolve con l’età piuttosto che contratti specifici che evolvono per ogni età». |
Con il sindaco della capitale si schiera il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che attraverso Twitter ha dichiarato: "Presenteremo un atto parlamentare per verificare comportamenti e responsabilità della Protezione civile nella gestione dell’emergenza, soprattutto a Roma".
Molti deputati del Pdl infatti hanno lasciato l'aula di Montecitorio quando il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha iniziato a ricordare il presidente emerito della Repubblica scomparso domenica 29 gennaio. A quel punto, dai banchi del Pd diversi deputati hanno urlato 'vergogna, vergogna!'.
Ma loro, gli onorevoli, continuano a guadagnare esattamente lo stesso: il netto in busta paga per deputati e senatori non cala. E questo dato di fatto, ridà fiato alla polemica 'anti-casta'.
Sostengono, i paladini dei licenziamenti facili, che tolto di mezzo quell’articolo dello Statuto dei lavoratori che – ricordiamolo – vieta i licenziamenti senza giusta causa e non i licenziamenti per crisi, le aziende italiane comincerebbero ad assumere, creare lavoro, dare spazio ai giovani penalizzati dai loro padri.
Verso le 10:30 è partito da Piazza Verdi uno dei due cortei organizzati per oggi, quello del collettivo Occupy Unibo: gli studenti si sono quindi diretti lungo via Petroni, Piazza Aldrovandi per raggiungere via Castiglione dove, nell'Aula Magna di Santa Lucia si stava svolgendo la cerimonia con Napolitano. Ultimo aggiornamento (Lunedì 30 Gennaio 2012 21:33) |
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Nell'eterna altalena tra le posizioni dei falchi e quelle delle colombe, stavolta Berlusconi sceglie questi ultimi.
Dopo averlo salvato dall'arresto con il voto segreto, oggi la Camera, a scrutinio palese, scarica Nicola Cosentino: per soli 20 voti decide di non costituirsi in giudizio davanti alla Consulta che dovrà decidere sul conflitto di attribuzione sollevato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere contro la decisione di Montecitorio di negare il 22 settembre 2010 l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni del deputato Pdl accusato di legami con la camorra.
L'ufficio di presidenza del gruppo Pd al Senato ha espulso il senatore Luigi Lusi che sarebbe stato invitato a dimettersi, ma non ha accettato e quindi il gruppo, all'unanimita', lo ha espulso.
Don Abbondio parlava latino quando non voleva farsi capire o voleva raggirare le anime semplici. Il ministro del Bad-fare (o “della povertà incipiente”) a non farsi capire quando parla di lavoro ci riesce benissimo, non si sa se per scelta o per difetto.
Commemorazione tra le polemiche, alla Camera, per l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Il risparmio per lo Stato c’è. Il taglio agli stipendi no. Come alla Camera, così al Senato. Dopo Montecitorio, anche Palazzo Madama interviene a limitare i costi e ad evitare che le indennità dei parlamentari aumentino.
L’ostinazione di alcuni sull’abolizione dell’articolo 18 continua a essere sorprendetemente sorprendente.